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Linea FTV 39 fermata Monte di Malo (e seguire indicazioni a piedi) Al Buso della Rana e a tutte le grotte della zona è legata la leggenda delle Anguane, giovani bellissime che nella notte uscivano dalle profondità del monte attirando i giovani dei paesi circostanti: questi si avvicinavano all’ingresso per mai più uscirne. La grotta si apre in corrispondenza della testata di valle del torrente Rana, circa 200 m a monte della strada che collega Monte di Malo a Priabona: con uno sviluppo che supera i 25 Km di gallerie rilevate, il Buso della Rana è la più grande grotta italiana provvista di un solo ingresso. Questa grotta costituisce un grande sistema carsico la cui vastità è legata alla sua situazione geologica: uno strato permeabile calcareo che poggia su un substrato impermeabile basaltico. E’ composta da un complesso di rami attivi che convogliano le acque sotterranee verso l’ingresso e verso grotte minori: gallerie intersecate fra loro o che si esauriscono in corrispondenza dei camini di risalita, talvolta enormi, si articola in vari piani sovrapposti rispetto a quello d'accesso. Il Ramo principale si sviluppa per 1800 m e lungo il suo percorso si incontrano le morfologie più disparate, dalla ferrata aerea sul “Laghetto di Caronte” alle concrezioni, alle marmitte dalle fogge più varie ricolme di acqua cristallina. La risalita dei camini ha portato gli speleologi a oltre 200 m di altezza rispetto all’ingresso della grotta: la cavità non presenta difficoltà particolari o pericoli, limitandosi alla visita dei rami principali e compatibilmente con le precipitazioni. Bastano infatti piogge abbondanti o semplici rovesci violenti perché tutto il complesso carsico vada rapidamente in saturazione, aiutato dalle strettoie e dal sifone del Ramo Principale: le gallerie vengono invase fino ad un’altezza notevole, creando quindi situazioni di estremo pericolo soprattutto per gli esploratori inesperti. Oltre che dal punto di vista geologico, speleologico e faunistico, questa grotta ha un’importanza fondamentale per il territorio che la circonda, andando ad alimentare tutte le risorse idriche del comune di Malo. All’inizio degli anni ’60, a pochi metri dall’ingresso della grotta, furono rivenuti resti ossei di Orso delle Caverne, datati almeno 60.000 anni. Un ringraziamento al Gruppo Speleologico di Malo (e al webmaster Sandro Sedran) per le informazioni fornite sul sito internet dedicato al “Buso della Rana”, di cui riportiamo l’indirizzo: il repertorio iconografico è stato ricavato dalla medesima fonte. Per informazioni: Gruppo Speleologico di Malo CAI – Sezione di Malo tel. 0445 581156 email: busodellarana@tiscali.it http://web.tiscali.it/busodellarana
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